Saluto del Vescovo

Saluto di S.E. Mons. Vincenzo Bertolone

Il Museo diocesano di Arte sacra dell'Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace (MUDAS), è oggi un'unica realtà culturale, sorta dalla fusione dell'istituto museale di Squillace, inaugurato nel 1984, con quello di Catanzaro, risalente al 1997. Entrambe le sedi sono ospitate negli storici palazzi episcopali di Catanzaro e Squillace. Gli spazi museali delle due sedi offrono una ricca esposizione di suppellettili liturgiche in argento, paramenti sacri, oltre a marmi, sculture e dipinti, eseguiti tra il XV ed il XX secolo. Questi oggetti provengono da antiche parrocchie, da conventi e monasteri non più esistenti, ma, soprattutto, dal tesoro delle due Cattedrali.

La collezione museale della sede di Catanzaro conserva importanti quadri sei-settecenteschi. Corposa è la dotazione di argenterie sacre dal XVII al XX sec., tra le quali -notevoli- alcuni calici, una croce astile e taluni ostensori come quello detto di "S. Chiara" del 1782. L’intero corpus è impreziosito da un’importante dotazione di paramenti sacri (XVI-XX sec.) che testimoniano della perizia manifatturiera, tessile e dei ricami catanzaresi.

Nella sede di Squillace sono prevalentemente esposte realizzazioni scultoree. La ricca dotazione di paramenti sacri è impreziosita da un esempio dell’arte ricamatoria di ascendenza siciliana, la cosiddetta “pianeta dei Borgia", databile al primo quarto del Seicento. Le argenterie, poi, testimoniano l’importante dotazione della Cattedrale squillacese arricchita nei secoli dai vescovi.

Il Museo è nato anzitutto per conservare e valorizzare il patrimonio storico-artistico della Chiesa diocesana, con attività che vanno dal restauro, alla ricerca e all'educazione museale. È inoltre, il luogo della memoria della comunità, dove la chiesa e la comunità possono riscoprire le proprie radici storiche e rafforzare la propria identità idonea ad offrire un servizio evangelico nel mondo e un'efficace proposta culturale a singoli e società.

Un museo ecclesiastico è un valido strumento a servizio dell'evangelizzazione nel senso del comandamento divino: "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli" (Mt 28,19). Infatti, ciascuna opera artistica, sintesi della fede della comunità che l'ha commissionata e di chi l'ha realizzata, reca in sé la forza di annunciare il messaggio evangelico a partire proprio dalla sua bellezza, e ciò aiuta i credenti ad approfondire il mistero divino, suscitando la sete di Assoluto in quanti sono alla ricerca di Dio.

A quanti avranno la possibilità di visitare il museo (o di godere della bellezza delle opere che esso racchiude) grazie alle pagine di questo calendario, auguriamo che il chrónos (tempo cronologico) possa diventare kairóskalós: cioè tempo favorevole all’incontro con Dio, bellezza sempre antica e sempre nuova che dimora nel cuore di ciascuno.

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